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Il logo dei Ricostruttori nella preghiera al Borgo

La croce circondata dal palco di corna di un cervo.

«Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio»
(Salmo 42) 
La simbologia legata all’immagine del cervo sin dai tempi è intrecciata al sacro. Già in epoca celtica era simbolo di morte e resurrezione, per il palco delle corna ramificate che ogni anno cade e si riforma. Anche dai cristiani fu, quindi, ritenuto simbolo della morte e resurrezione di Cristo. Immagini di cervi furono incise nei fonti battesimali per simboleggiare l’anima assetata della fonte di Vita.
In numerose leggende si narra dell’incontro da parte di santi e mistici, con un cervo dalla voce umana nel cui palco appare la croce, tra queste la più nota è quella di Sant’Eustachio.
Era anche evidenziata l’assonanza tra cervus e servus, poiché tutto del suo corpo era prezioso per la vita. Fu facile quindi equiparare, anche in questo, il cervo a Cristo e alla sua morte salvifica, poiché nelle leggende si credeva che il re della foresta offrisse volontariamente la sua vita per la nostra vita.